L’intervista a CHIARA TAGLIAMONTE, ENGINE CADET CARNIVAL CRUISE LINE

Chiara Tagliamonte, 19 anni, Engine Cadet da Pozzuoli, come la celebre concittadina oggi parla americano a bordo di grandi navi da crociera.

Se è vero che i Campi Flegrei sono un luogo ricco di storia affascinante, tradizione e magia, con il giusto mix di questi ingredienti ed un pizzico di passione, caparbietà ed impegno Chiara lavora per raggiungere i suoi obiettivi.

  • Dai banchi di scuola alle grandi control room del colosso delle crociere Carnival, come mai hai scelto la scuola superiore Nautica ed al terzo anno l’indirizzo “Macchine”? Raccontaci un poco la motivazione della tua scelta ed il tuo obiettivo di quando eri a scuola?

Finite le scuole medie non pensavo di scegliere il percorso di studi presso quello che noi conosciamo come Istituto Nautico. A dire la verità ero abbastanza confusa, dato che avevo ottime capacità nel disegno a mano libera, pensavo di scegliere un percorso di studi artistico.

Dopo aver partecipato a diversi open day, un giorno assieme a mia madre passai per caso davanti all’Istituto Nautico di Bagnoli (Napoli)  interrogandomi sul come mai non ero a conoscenza di una scuola per le professioni marittime.

Da sempre  ho un forte legame con il mondo marittimo, sin dall’età di 11 anni ho frequentato corsi estivi di vela, open bic’ e tridente di cui sono appassionata. Tuttavia l’aspetto più importante è stata li figura di mio nonno Ciro,  è stato più di un pescatore, un vero lupo di mare, al posto del sangue aveva acqua salata che gli scorreva nelle vene, ha trascorso una vita intera in mezzo al mare , solcando tutto il mediterraneo. Lui è riuscito a trasmettermi tanta passione per il mondo marittimo, molto legata alla sua figura era solito  portarmi a vedere barche e barchette oltre a mostrarmi come fare i nodi.

Oltre a mio nonno, la persona più importante della mia vita , c’è anche mio zio che lavora come skipper su uno yatch privato. Anche a lui piaceva portarmi a bordo e a me piaceva stare con lui ed aiutarlo nella gestione della barca che aveva in carico. Anche se titubante circa il percorso di studi che avrei dovuto affrontare, ho scelto di frequentare l’Istituto Nautico.

Nel corso del biennio il mio interesse verso le materie legate alla “costruzione del mezzo” e “macchine” mi ha affascinato. Della prima mi piaceva fare i disegni tecnici, anche se non ero molto decisa. Non potrò mai dimenticare quando per la prima volta ho messo piede in laboratorio per vedere una sezione di un motore 4 tempi in miniatura. Non ci ho capito assolutamente nulla, ma avevo tantissima voglia di capire!

In questo modo ho scelto di proseguire gli studi con indirizzo “Macchine”, letteralmente contro tutti.

Non vi erano amiche che sceglievano lo stesso mio indirizzo. Il professore di disegno tecnico chiamò mia madre per contestare questa mia scelta.

Mia madre semplicemente rispose che se mi fosse piaciuto non ci sarebbe stato alcun problema. Ho passato i seguenti tre anni di scuola assieme a 29 ragazzi , mai un’amica, ma sempre amici maschi e questo mi ha un po’ preparato al clima di bordo.

  • Il ricordo del primo giorno d’imbarco a bordo, come è andata? Quali sensazioni, emozioni, ricordi?

Dopo il diploma ero sicura che avrei sperimentato tutte le conoscenze scolastiche a bordo, nel frattempo ho vinto una borsa di studio per accedere ai corsi obbligatori necessari per imbarcare e sperimentato altre opzioni ma con esito negativo. Non tutti i mali vengono per nuocere!

Dopo aver inviato vari curricula ed iniziato il percorso di selezione per la compagnia Carnival, a dicembre 2021 ho ricevuto la chiamata per un imbarco immediato di un solo mese per la compagnia Corsica Ferries. Ho accettato perché non ero certa che Carnival mi avesse scelto, inoltre ho pensato all’utilità dell’imbarco, la mia prima esperienza in assoluto a bordo.

Giunta sottobordo del traghetto Mega Express Two mi sentivo un po’ in ansia ma non spaventata. Accolta da marinai straniti, come se non avessero mai visto una ragazza in vita loro, per di più allieva di macchina! Dopo aver messo piede a bordo sono subito voluta scendere giù in macchina, ci capivo poco e niente ma già sapevo che mi sarebbe piaciuto molto.

Nei giorni seguenti ho passato all’incirca 12 ore in macchina perché avevo veramente il piacere e la voglia di starci, anche più del tempo che avrei dovuto passarci.

La prima settimana ho dormito proprio giù in macchina , perché non ero abituata al rollio della nave, la cabina assegnatami era al ponte otto quindi avrei avvertito di più le oscillazioni. Dopo l’ok del primo ufficiale, mi sono posizionata al ponte più basso (la sala macchine) dove non avrei avvertito rollio e beccheggio.

  • Essere una donna e lavorare in un ambiente prettamente maschile di suo come quello marittimo, ed in particolare nella sezione “Macchine”, ti ha mai creato problemi con i colleghi uomini? Come ti hanno accolto, come è stato e come è il tuo rapporto con i colleghi?

Ovviamente essere una donna , tra l’altro anche giovane, in un ambiente maschile come quello degli engineers, macchinisti, mi ha creato non pochi problemi.

Ma io ho sempre avuto un carattere abbastanza forte da poter affrontare tutto quanto, a volte sono stata anch’io un po’ permalosa proprio perché avevo voglia di dimostrare di essere brava e capace come gli altri.

L’accoglienza , in due soli imbarchi, è stata comunque la stessa : solitamente il direttore viene e mi dice che sono alla pari degli altri , che a lui non importa se io sia donna o uomo l’importante è che io renda al lavoro, che come allievo mi interessi al campo e che impari il più possibile.

Il rapporto con i colleghi a me piace definirlo “Pacifico” , nel senso che sono una ragazza molto socievole e vivace, mi piace giocare e scherzare, quando è possibile, ma allo stesso tempo mi metto letteralmente come una cozza per fare domande, chiedere e guardare per imparare il più possibile.

A volte l’unico problema è che questa esuberanza e vivacità del mio carattere viene fraintesa , quindi col tempo ho dovuto distinguere con chi potevo essere me stessa e con chi avrei dovuto essere più seria.

  • Secondo la tua personale esperienza, per una donna lavorare su di una nave e nella sezione Macchine è più difficile rispetto ai colleghi uomini?

Lavorare nella sezione macchine su una nave per una donna non è affatto più faticoso nè più difficile. Abbiamo come gli uomini una testa e un corpo. La testa su questo campo ci vuole, bisogna capire tanti sistemi e impianti spesso non facili.

Allo stesso modo abbiamo bisogno del corpo perché ovviamente in questo lavoro si chiudono valvole, spesso dobbiamo stringere bulloni, smontare qualcosa, andare giù in sentina, entrare in spazi stretti con temperature abbastanza alte . Come può essere faticoso per una donna, lo è anche per un uomo. L’unico problema è che noi siamo sempre viste come donne, sesso debole di cui non avere fiducia…

  • Giornata tipo di lavoro a bordo?

Dopo l’alzata ed un caffè per svegliarmi, ascolto l’hand over (passaggio di consegna) della guardia precedente , mi cambio e scendo subito in sala macchine. Ovviamente in macchina ogni giorno è diverso e ogni giorno potrebbe accadere qualcosa. Quindi solitamente le mie mansioni cambiano, se c’è qualche problema con qualche impianto, se c’è la manovra o se siamo in navigazione.

Se c’è qualche problema ovviamente io sto li a guardare come risolvono e se posso dare una mano , aiuto con piacere.

Se c’è manovra solitamente non posso muovermi dal posto di manovra che , in macchina, è solitamente uno dei due compartimenti che contengono i motori, a meno che non è il mio capo guardia a chiedermi via radio di controllare qualcosa o fare qualcosa.

In navigazione senza alcun problema a nessun impianto diciamo che la mia routine è stare con il terzo e seguire i lavori che fa.

Il capo guardia , in quanto allieva, mi chiedeva più che altro di fare check o mettere alla via o fermare i depuratori dell olio e della nafta, chiudere/aprire valvole, resettare depuratori o caldaie ecc. A fine guardia bisogna seguire l’handover e alla fine cambiarsi.

Durante l’overtime solitamente io stavo con il mio terzo o con qualche primo che stava facendo qualcosa di interessante.

Quando non c’era nulla da fare, anche se praticamente è impossibile che non ci sia niente da fare, mi seguivo le linee degli impianti che è una cosa che tutti gli allievi dovrebbero fare, anche se è una cosa un po’ antipatica perchè stavo quasi sempre sotto paiolo giù in sentina. Una volta finito l’overtime , a seconda delle guardie, potevo passare comunque del tempo libero in giro per la nave o a terra.

  • Il ricordo più bello della tua esperienza a bordo? Il ricordo più antipatico o spiacevole?

Il ricordo più bello a bordo è legato alla mia prima esperienza a bordo dei traghetti Corsica ferries. Dopo pochi giorni dall’imbarco c’era da fare una testata di un cilindro ad un motore principale.

Essendo pochissimi rispetto ai macchinisti di una nave da crociera, eravamo tutti quanti li, compreso il direttore. Mentre il direttore ci spiegava (a me e l’altro allievo ) passo passo cosa stavano facendo…gli ho fatto capire che volevo aiutarli, mi hanno concesso di stringere un bullone, fu la prima volta che lo feci! Ero veramente contenta quel giorno e mi sentivo al sicuro con quelle persone, come in una famiglia.

Episodi brutti non ne ho, tuttavia resto delusa quando vengo sottovalutata. Ad esempio mi irrita se c’è  un lavoro un po’ più pesante, e sento chiamare altri allievi perché pensano che io da sola non ce la possa fare.

  • La nave oltre ad essere il tuo luogo di lavoro è anche la tua casa, nel tempo libero cosa ti piace fare? Come trascorri i momenti di relax?

Per quanto riguarda il tempo libero , a bordo delle navi Carnival ovviamente ho più opportunità di svago, infatti abbiamo una zona detta serenity che è una specie di bar a ponte aperto dove possono andare i membri dell equipaggio a bere qualcosa e passare del tempo la sera.

Abbiamo anche una smoking area dove bene o male si trova sempre qualcuno e ogni tanto mi capitava di andare a prendere il sole all’open deck.

Ma una delle cose che più mi piaceva fare, era indossare la divisa e andare a mangiare in area passeggeri con alcuni colleghi. Era bello scambiare due chiacchiere con i passeggeri, incontrare nuove persone.

Però la cosa che mi piaceva di più fare in assoluto nel tempo libero, se mi era permesso, era uscire. Visitare posti magnifici, anche solo per un paio d’ore , fare bagni in posti paradisiaci, ecc. All’inizio del contratto andavo anche in palestra , ma poi le dieci ore di lavoro al giorno si sono fatte sentire e non sono andata più così spesso.

  • Cosa ti manca di più a bordo durante il periodo di imbarco?

Durante il periodo di imbarco mi manca sicuramente la comodità di casa, mi mancano i miei genitori, la mia famiglia, i miei amici e andare a divertirmi con le mie amiche.

  • Cosa pensi a proposito delle nuove navi Carnival alimentate (Mardi Gras e Celebration) con LNG? Ti piacerebbe lavorare con questa nuova tecnologia di bordo?

Le nuove navi LNG penso siano il futuro, mi piacerebbe molto accrescere la mia conoscenza e imparare come funzionano queste navi, chissà se un giorno ci riuscirò , sarei veramente entusiasta !

  •  Prospettive per il futuro? Dove sarà Chiara tra 10 anni?

Chiara tra 10 anni? Non mi piace mettere obiettivi a lungo termine, per ora il mio obiettivo è terminare il periodo da allievo nel migliore dei modi, superare il patentino ed essere un ottimo terzo ufficiale. 

Tra 10 anni ovviamente mi piacerebbe essere in una posizione alta e con molte conoscenze, ma questo sarà solo grazie all’esperienza, all’impegno e alla passione….a cui devo ringraziare solo il mio caro nonno che mi guarda da lassù,e per il quale devo riuscire  sempre a dare il  meglio!

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