AF Francesca, cala il sipario, abbandona la flotta della compagnia Adria Ferries, dopo la sua cessione per demolizione.
In questi giorni Adria Ferries conferma di aver venduto il suo storico traghetto AF Francesca , la nave ha lasciato Durazzo (Albania) nei giorni scorsi per raggiungere la triste spiaggia turca dove sarà demolita. Dopo quasi 15 anni di servizio sulla linea Bari–Durazzo per la compagnia Adria Ferries adesso è il momento dei saluti,

AF Francesca si è resa protagonista di oltre 4000 corse ed è stata compagna di viaggio per più di 1,5 milioni di passeggeri.
STORIA
A proposito di AF Francesca, traghetto realizzato nel 1979 in Italia con il nome di Domiziana per Tirrenia, per anni protagonista delle rotte da e per la Sardegna fino al 2011, quando viene ceduta all’attuale ed ultimo utilizzatore. Alla fine degli anni 70, la compagnia statale Tirrenia affida ai cantieri italiani la progettazione e costruzione di una nuova serie di traghetti per collegare le isole italiane e non solo, queste nuove navi (6 in totale) assumeranno i nomi di alcune strade consolari romane. Il primo traghetto della classe a prendere il mare è stato Domiziana, realizzato assieme a quattro ripetute (Aurelia, Emilia, Nomentana, Flaminia) tutte presso il cantiere di Castellammare di Stabia tranne un’unità realizzata a Sestri (Clodia).

Emblematica la coffa di questa classe di navi, una vera e propria eredità della cantieristica italiana degli anni 60-70. Domiziana all’uscita dal cantiere era, lunga 136 metri, larga 23 metri per una stazza lorda di circa 9000 tonnellate ed in grado di accogliere al suo interno circa 1000 passeggeri. Negli anni 87-88 tutte le sei unità vengono portate in cantiere a turno per ricevere l’aggiunta di un troncone lungo circa 12.5 metri, la ricostruzione della tuga di poppa e l’aggiunta di un ponte. A fine lavori le navi risulteranno lunghe 148 metri e possono accogliere circa 2000 passeggeri e circa 600 veicoli portando la stazza lorda a circa 12.500 tonnellate.
Quando una nave esce di scena lascia sempre un velo di tristezza, tra gli appassionati e marittimi che a bordo via hanno trascorso una parte della loro vita lavorativa e non solo.


