Tornano le recensioni cinematografiche e letterarie di Stefano Mosca… Ecco le prime considerazioni su the Last Ship!
Detto che la storia di base sa di scontato e già visto milioni di volte; l’America infettata e devastata è una visione apocalittica impressa nei nostri occhi e ricordi dai tempi che furono, devo dire che qui si va oltre il virus stesso. S’intrecciano storie e inganni, segreti e poi c’è il mare aperto davanti che fa da padrone. Un’americanata solita ma con l’aggiunta di una trama interessante, almeno per questi primi due episodi, che prende piede.
Già che l’80% della popolazione sia morta è un buon segno perché in questi film di pandemie alla fine muoiono solo poche persone e i protagonisti sempre salvi, quindi siamo già su qualcosa di diverso. Il cacciatorpediniere infatti è visto come una delle pochissime zone al mondo dove il virus non è arrivato ed è per questo che il comandante cerca di starci il più a lungo possibile. I personaggi sono interessanti, certo di loro conosco ben poco ma direi che hanno creato una bella atmosfera di mistero intorno a ognuno di loro.
La fotografia è tipica dei film del genere e gli effetti speciale, pur essendo una serie tv, sono ben fatti. Le scene in aperto oceano sono avvincenti. La serie è basata sull’omonimo romando di William Brinkley. Gli episodi per questa prima stagione sono 10. Produttore esecutivo Michael Bay.
Spoiler Alert! Le recensioni dei primi due episodi può contenere spoiler… Clicca sul numero della puntata a tua discrezione!
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