Michelangelo & Raffaello, Iran rievoca tristi ricordi di una fine ingloriosa per due transatlantici iconici.
Entrambi nella memoria come gli ultimi grandi transatlantici della Società Italia Navigazione, rappresentanti del made in Italy, linea moderna, fumaioli speciali. aria condizionata ovunque, cabine con servizi privati, tante innovazioni per navi destinate ad essere immortali nella memoria degli appassionati e non solo.

Invidiate e ammirate da tutto il mondo, i loro saloni erano arredati con quadri e sculture di famosi artisti dell’epoca e il loro design interno era stato affidato ai migliori architetti italiani. Con l’avvento dei viaggi in aereo più rapidi, quando le crociere erano qualcosa per pochi cala il sipario di questi transatlantici, troppi otto giorni per raggiungere Genova da New York (Usa) e viceversa. A questo si aggiunge la fine delle sovvenzioni pubbliche, inequivocabilmente cala il sipario dei gloriosi servizi per le due navi.

Dopo soli 10 anni di servizio, 121 traversate atlantiche e 245.839 passeggeri di linea trasportati, Michelangelo la più prestigiosa unità di bandiera italiana ammainò la bandiera. Dopo un breve periodo trascorso a Genova, Michelangelo & Raffaello si ritrovano in disarmo nella baia di Portovenere a La Spezia, strizzando malinconicamente l’occhio ai celebri cantieri demolitori situati proprio in quelle parti.
Tristemente in attesa di compratori, tante compagnie da crociera (Costa Armatori, Chandris, Knud Kloster, Home Line ) mostrarono interesse ma poi tutti vi rinunciarono perché ritenute troppo grandi e con troppi lavori da eseguire.
Alla fine, tra lo stupore di chi aveva avuto modo di viaggiarvi e lavorato a bordo, furono vendute allo Shah di Persia (oggi chiamato Iran) per essere impiegate come banali caserme galleggianti. Fece ancora più scalpore il prezzo di (s)vendita, appena 35 miliardi di lire per entrambe le navi, considerando che erano costate circa 150 miliardi di lire cadauna.
MICHELANGELO
Nell’estate del 1977 la Michelangelo, privata del suo arredamento originale, affrontò il suo ultimo viaggio spinta dai suoi motori, con destinazione Bandar Abbas. Durante quell’anno, venne trasformata in nave caserma per ospitare circa 1800 persone. A bordo vi erano circa 50 marittimi italiani, che restarono fino a quando lo Shah di Persia venne cacciato dal potere in luogo della Repubblica Islamica dell’Iran.

Per anni trascurata, arrugginita, fino a quando nel 1991 fu dichiarata non più utilizzabile dagli ufficiali iraniani, tristemente venduta a demolitori pakistani. Per diversi anni ha fatto la fortuna dei venditori ambulanti pakistani, i quali hanno venduto tutto quello che era rimasto a bordo come souvenir della Michelangelo, voci dicono persino i water.
RAFFAELLO
Nella primavera del 1977 la Raffaello partì per il suo ultimo viaggio, passando attorno alla penisola arabica fino ad arrivare al remoto porto di Bushire, nel sudovest dell’Iran (all’epoca, la Persia) dove venne trasformata in nave caserma per ospitare circa 1800 persone. Durante questo periodo, a bordo vi erano circa 50 marittimi italiani, che restarono fino a quando lo Shah di Persia venne cacciato dal potere in luogo della Repubblica Islamica dell’Iran.

Un destino ancora più triste, trascurata, depredata e spogliata delle attrezzature come quelle dedicate alla desalinizzazione dell’acqua divenne li luogo preferito di colonie di roditori.
Durante il conflitto tra Iran e Iraq venne colpita da un siluro iracheno ed affondò sul basso fondale del Golfo Persico, facendo la fortuna di locali subacquei in cerca di ricordi e pezzi di recupero da vendere come souvenir. Il relitto della Raffaello si trova a soli 2 Km al largo dalla centrale nucleare di Heleylah (a pochi Km a sud di Bushehr), una delle centrali oggi al centro di molte tensioni internazionali.
Secondo i bene informati, il relitto della Raffaello si trova esattamente presso le coordinate 28°49’0.24″N , 50°52’36.58″E presenti delle boe bianche di segnalazione, messe per evitare che le navi si possano incagliare sul relitto.
GLI UOMINI RIMASTI A BORDO…
Il periodo in cui le ammiraglie Michelangelo & Raffaello, vendute all’Iran nel 1977, si trovarono coinvolte nel vortice della rivoluzione khomeinista. Questi uomini, ufficiali, tecnici, sottufficiali e perfino cuochi partirono per adempiere al loro dovere professionale, convinti di affrontare un normale incarico di assistenza tecnica. Si ritrovarono invece intrappolati in un Paese in pieno collasso politico, senza tutele diplomatiche, circondati da ostilità e sospetti, spesso considerati “nemici” solo per la loro nazionalità.
Le loro giornate furono segnate da isolamento totale e comunicazioni quasi impossibili con l’Italia, condizioni di vita durissime a bordo, tra scarsità di acqua, cibo e igiene, minacce, controlli armati, incertezza costante sulla propria incolumità, responsabilità tecniche enormi, perché solo la loro competenza permetteva alle navi di restare operative, paura, ma anche disciplina, solidarietà per un silenzioso eroismo quotidiano.


