Costa Concordia: entro questo mese il raddrizzamento

Questa volta ci siamo, secondo gli enti coinvolti la fase di raddrizzamento della Costa Concordia avverrà entro massimo 20 giorni. Il via libera definitivo all’avvio della fase di rotazione del relitto, spiega una nota, rimane subordinato alla consegna di tutti i certificati di collaudo delle strutture ultimate e al completamento delle attività’ propedeutiche all’operazione di parbuckling.

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Tutto ciò’ dovrebbe avvenire entro la prossima settimana; da quella data, appena le condizioni meteo marine lo consentiranno, inizierà’ l’operazione di raddrizzamento. Indicativamente, secondo quanto si apprende da fonti presenti alla riunione, la ‘finestra’ individuata va dal 16 al 20 settembre.

Giornalisti di mezzo mondo arriveranno sull’isola del Giglio per assistere, documentare e filmare il grande evento, non mancheranno speciali e dirette tv.

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Lo scafo della Concordia è piegato e appoggiato sul fondo a due speroni di roccia che l’hanno in parte bucato. Per non rischiare di farlo scivolare più, nella scarpata marina, è stato imbrigliato con cavi e con 11 torri.

“Stiamo ultimando i lavori di preparazione, ma cominciamo a vedere una luce in fondo al tunnel”, dichiara l’ingegnere di Costa.

Le fasi di raddrizzamento

Cinquecento addetti che si avvicendano intorno al relitto da mesi, lavori che proseguono giorno e notte, senza domeniche, senza soste. Il parbuckling, cioè il raddrizzamento, durerà tra le 10 e le 12 ore. Come accennato, arriveranno al Giglio televisioni e giornalisti da mezzo mondo, sarà chiuso lo spazio aereo, interdetto per 12 ore il traffico dei traghetti, stabilita una zona rossa vietata alla navigazione e una zona blu più esterna dove avranno accesso soltanto le barche autorizzate delle forze dell’ordine.

Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, ha dichiarato:

“È un momento delicato, bisogna pensare alla sicurezza e ridurre al minimo i rischi per l’ambiente”

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Trentasei martinetti idraulici telecomandati, agganciati da un lato a nove degli undici cassoni sistemati sul lato sinistro (quello emerso) della nave si metteranno in moto. Ciascun martinetto è collegato anche alla piattaforma subacquea su cui la nave si appoggerà una volta raggiunto il punto zero dell’assetto verticale.

Le manovre di rotazione sono divise in tre momenti: il primo punta a disincagliare la nave liberandola dalle rocce e tirandola, il secondo dà inizio alla rotazione vera e propria fino ad arrivare a venti gradi (il “punto morto superiore”).

Da lì in poi, aiutata dal pompaggio di acqua che zavorrerà i cassoni, Concordia dovrebbe raggiungere la posizione verticale subendo una trazione verso il basso e adagiandosi sul fondale artificiale composto da 1.180 sacchi di malta di cemento (“grout bags”) e pesante 18mila tonnellate. Nei giorni successivi ci saranno le perlustrazioni del fondo alla ricerca dei due dispersi che questo tragico naufragio (30 i corpi senza vita recuperati) si porta dietro.

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Entro la prossima primavera, la  Concordia dovrebbe lasciare l’isola per navigare a pochi nodi verso il porto dove è attesa la sua demolizione.

Fino ad ora, il porto più indicato, soprattutto per la vicinanza, è quello di Piombino che ha avuto un importante finanziamento per essere ampliato così da poter accogliere una nave come la Concordia.