TRASFORMAZIONI NAVALI: STRADE ROMANE TIRRENIA

Le trasformazioni navali sono una serie di interventi diretti a convertire, modificare le caratteristiche tecniche di una nave. Spesso gli armatori ricorrono alle trasformazioni per adattare in “tempi bevi” (rispetto ad una nuova costruzione) la nave alle proprie esigenze, talvolta stravolgendo totalmente l’aspetto esterno quanto interno delle navi.

Negli anni sono stati numerosi gli interventi di trasformazione navale, molte navi sono state allungate, hanno ricevuto nuove sezioni, nuovi ponti ed infine trasformazioni radicali.

STRADE ROMANE TIRRENIA

Sul finire degli anni 70, la compagnia statale Tirrenia affida ai cantieri italiani la progettazione e costruzione di una nuova serie di traghetti per collegare le isole italiane e non solo, queste nuove navi (6 in totale) assumeranno i nomi di alcune strade consolari romane.

Il primo traghetto della classe a prendere il mare è stato Domiziana, realizzato assieme a quattro ripetute (Aurelia, Emilia, Nomentana, Flaminia) tutte presso il cantiere di Castellammare di Stabia tranne un’unità realizzata a Sestri (Clodia). Emblematica la coffa di questa classe di navi, una vera e propria eredità della cantieristica italiana degli anni 60-70.

Domiziana all’uscita dal cantiere era, lunga 136 metri, larga 23 metri per una stazza lorda di circa 9000 tonnellate ed in grado di accogliere al suo interno circa 1000 passeggeri.

TRASFORMAZIONE N.1

Con l’aumento dei volumi trasportati, sia passeggeri che di carico rotabile la compagnia optò per una trasformazione della sua classe di navi Strade Romane. Negli anni 87-88 tutte le sei unità vengono portate in cantiere a turno per ricevere l’aggiunta di un troncone lungo circa 12.5 metri, la ricostruzione della tuga di poppa e l’aggiunta di un ponte.

A fine lavori le navi risulteranno lunghe 148 metri e possono accogliere circa 2000 passeggeri e circa 600 veicoli  portando la stazza lorda a circa 12.500 tonnellate.

TRASFORMAZIONE N.2

Infine nel 1992 la compagnia scelse di trasformare 3 unità della classe, Aurelia, Clodia e Nomentana. Durante questi ultimi lavori di trasformazione, vennero aggiunti due ulteriori ponti e controcarene laterali per aumentare la stabilità.

La stazza lorda delle tre unità trasformate raggiunse le circa 14.800 tonnellate. La compagnia decise di non estendere la trasformazione alle restanti unità poiché dopo questa ultima trasformazione, pur aumentando  il numero di posti letto e di passeggeri trasportabili (circa 2200), le navi erano divenute molto più lente e soggette all’effetto ” vela”.

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