Costa ed MSC Crociere hanno sottoscritto l’accordo “Genoa Blue Agreement” promosso dalla Capitaneria di Porto di Genova e dalla Capitaneria di Porto di Savona. Il documento prevede l’utilizzo da parte delle navi di gasolio con tenore di zolfo non superiore a 0,10% prima dell’ingresso nei porti di Savona e Genova, e non più solo durante l’ormeggio come indicato dalla normativa vigente.

Cosa ha detto Costa Crociere

L’adesione odierna al Protocollo “Genoa Blue Agreement” sostanzia ulteriormente il nostro impegno versola progressiva riduzione dell’impatto ambientale delle nostre navi. Del resto, ciò che viene sancito oggi con il protocollo, è un impegno che Costa ha già intrapreso da qualche anno su base volontaria, anticipando come da consuetudine per l’azienda, le normative future. Siamo anche lieti di constatare che anche altre compagnie di navigazione e di altri settori marittimi abbiano sottoscritto insieme a noi questo impegno, che porterà ulteriori benefici alle comunità che visitiamo quotidianamente” – ha dichiarato Neil Palomba, Direttore Generale di Costa Crociere.

Cosa ha detto MSC Crociere

«MSC Crociere è da sempre all’avanguardia sul fronte ambientale e dispone di una delle flotte più giovani e innovative al mondo, anche dal punto di vista della tecnologia green disponibile a bordo», ha dichiarato Leonardo Massa, Country Manager Italia della società, sottolineando che«siamo particolarmente lieti che questo importante accordo venga implementato nel porto di Genova che, per la nostra compagnia, rappresenta il principale scalo al mondo nel quale quest’anno movimenteremo oltre 1,1 milioni di passeggeri».

Il “Genoa Blue Agreement” ha inoltre confermato l’efficacia dei sistemi di lavaggio delle emissioni. Infatti le regole introdotte si considerano pienamente rispettate nel caso di utilizzo di questi sistemi, con le stesse distanze ed i tempi indicati per il cambio dei combustibili.

Per quanto riguarda Costa, al momento oltre il 70% delle navi della flotta è già provvisto dei sistemi di lavaggio delle emissioni chiamati “Advanced Air Quality Systems”, che garantiscono l’eliminazione quasi totale degli ossidi di zolfo, la riduzione del 75% del particolato e un significativo abbattimento degli ossidi di azoto.

Gli scali di Costa ed MSC in Liguria

Da fine marzo una nave della compagnia, Costa Fortuna, è tornata a fare scalo regolare nel porto di Genova, con una previsione di 170.000 passeggeri movimentati nel 2019.

Costa Crociere ha già annunciato la conferma di Genova anche per il 2020, con Costa Pacifica al posto di Costa Fortuna. Complessivamente nel 2019 il Gruppo Costa garantirà alla Liguria 243 scali, equivalenti a circa 1.200.000 passeggeri movimentati.

Savona è attualmente il porto principale di Costa nel mondo. La compagnia e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale stanno effettuando importanti investimenti, del valore di oltre 20 milioni di euro, in vista dell’arrivo della nuova ammiraglia Costa Smeralda, la prima nave Costa alimentata a LNG. I lavori non compromettono comunque l’operatività delporto, dove nel 2019 sono previsti 164 scali per 750.000 passeggeri movimentati.

A La Spezia Costa Crociere si è aggiudicata, insieme ad altre compagnie, la concessione per la gestione dei servizi crociere del porto, che prevede anche la costruzione di un nuovo terminal crociere. Nel 2019 le navi del Gruppo Costa effettueranno a La Spezia un totale di 50 scali, inclusi i 29 scali di AIDAnova, la nuova ammiraglia di AIDA Cruises, società tedesca del Gruppo Costa, per una previsione di 250.000 passeggeri movimentati.

Per tutta la stagione estiva faranno scalo a Genova ben quattro navi MSC Crociere, tra cui le due ammiraglie MSC Bellissima e MSC Seaview, le più recenti e innovative dell’intera flotta.

In Liguria, complessivamente, la compagnia movimenterà quest’anno oltre 1,25 milioni di crocieristi, circa un terzo dei 3,6 milioni di passeggeri movimentati in Italia, confermando così il legame privilegiato con una regione in cui l’intero Gruppo MSC impiega oltre 2.500 dipendenti generando una ricaduta economica pari a circa 1,5 miliardi di euro.