Maria Pascale, 26 anni da Ischia a bordo dei colossi Princess Cruises, se fosse un sostantivo femminile sarebbe pasionaria per il suo attaccamento e determinazione. Eh si, Maria di miglia ne ha percorse tante, dopo un brillante percorso di studi presso l’Istituto Nautico di Forio Cristofaro Mennella ha intrapreso la carriera marittima a bordo delle navi dell’amore, quelle che nell’immaginario collettivo hanno fatto sognare ed innamorare tante persone per via di un noto telefilm in voga negli anni 80.

Oggi è possibile intravederla mentre lavora a bordo di navi da crociera tra le più grandi al mondo, come non ricordare l’ultima fortunata di classe Royal, con le sue 145.000 tonnellate di stazza lorda.

Ecco un interessante chiacchierata con un professionista del mare, grazie alla sua passione, sacrifici, impegno e determinazione fa sognare milioni di persone a bordo e non solo.

Quale motivazione nel scegliere l’Istituto Nautico? Nel corso degli anni a scuola, cosa ambiva da grande?

Sono cresciuta con l’obiettivo di diventare Comandante, avrei fatto di tutto per far trascorrere il tempo velocemente ed arrivare a bordo il prima possibile. La passione per il mare e per le navi l’ha trasmessa mio padre, un vero pazzo per il mare!

Prima che io nascessi era impegnato a bordo di un peschereccio, di tanto in tanto lo seguivo a bordo ed anche quando è passato al comando di grandi motoscafi ho fatto di tutto per farmi prendere a bordo come mozzo. Nulla di meglio che trascorrere del tempo assieme a lui ed in mare. Mi autodefinisco una autentica lupacchiotta di mare. Essendo nativa di Ischia per me il mare è un richiamo naturale, specie in estate non vi è nulla di meglio che trascorrere del tempo in mare, anche a bordo di un gozzo e remare, remare, remare…

Al momento di scegliere il percorso di studi superiore da intraprendere non è stato facile comunicarlo ai miei genitori, io desideravo iscrivermi all’Istituto Nautico. Grazie alla mediazione di una mia insegnante delle scuole medie, non ho impiegato molto a convincerli. Fortunatamente oggi giorno sono molte di più le ragazze che scelgono questo percorso di studi, ai miei tempi eri considerato un alieno se volevi fare quella scelta!

Come è andato il primo imbarco? Quali sensazioni, emozioni, ricordi? Il primo imbarco è stato un’eruzione di emozioni ! Ansia, paura, gioia e chi più ne ha più ne metta. Era la prima volta che mi allontanavo dalla mia famiglia, la prima volta che prendevo un aereo con destinazione finale la lontana Alaska .. il tutto da sola!!!

Ad attendermi in Alaska la nave Star Princess di Princess Cruises, per la mia prima esperienza a bordo. Durante il viaggio ho conosciuto una ragazza montenegrina, anche lei imbarcava a bordo ma come impiegata nei negozi, entrambe al primo imbarco e per mia fortuna masticava l’italiano, ben presto siamo diventate l’una la spalla dell’altra.

Una volta a bordo di Star Princess ho affiancato il nostromo nella manutenzione della nave e non solo. Questo primo impiego è stato un ottimo modo per familiarizzare con la nave, nei primi giorni a bordo non riuscivo a distinguere internamente la prua dalla poppa, trovare la mia cabina era una scommessa, per me la nave era un enorme labirinto. Non è stato semplice.

Anche l’inglese era un handicap al primo mese. Puoi fare tutti i corsi del mondo, ma fino a quando non inizi a parlarlo per forza di cose non lo imparerai mai. Nei primi giorni ho sentito molto la mancanza di casa, del resto ero ancora una ragazzina, fortunatamente a bordo c’è sempre qualcuno che dispensa consigli, ti ascolta ed in qualche modo ti fa da mamma e papà.

Tra alti e bassi, esperienze e situazioni nuove, la sera prima di sbarcare per far ritorno a casa sono scoppiata in lacrime per il dispiacere. In 4 mesi avevo conosciuto tante nuove e belle persone, avevo fatto tante amicizie, erano diventati la mia famiglia.

La mia giornata tipo?

Dipende in che guardia capito! Noi ufficiali del ponte siamo divisi in guardie, c’è un Navigatore e un Co-Navigatore aiutati da due vedette/timonieri. Siamo sul Ponte di Comando 4 ore ON e 8 OFF in porto e in navigazione. Poi dopo la guardia ci sono i lavori extra da fare, i training, le esercitazioni. Siamo disponibili H24 su 24 ma si cerca sempre di ritagliarsi uno spazio per un po’ di relax, andare in palestra, scendere a terra quando possibile in porto, ma soprattutto riposare.

Secondo la sua personale esperienza, per una donna lavorare su di una nave è più difficile rispetto ai colleghi uomini?

Da ragazzina tutti mi dicevano: “Guarda che non è facile questa vita!” Io non li ho mai ascoltati. Ho sempre fatto di testa mia, dovevo arrivarci per forza e vederlo con i miei occhi.

A 19 anni dicevo che era una passeggiata. Adesso con qualche anno di esperienza in più mi rendo conto che quelle persone non avevano tutti i torti. Non è semplice! Soprattutto essendo donna e con i pregiudizi che ancora oggi circolano in questo ambiente. Oltre ad avere altre aspettative nella vita, crescendo , inizi a pensare ad un futuro, ad una famiglia tua e a tanti altri progetti. Si,credo sia più difficile fare questo lavoro essendo donna in tutti gli aspetti.

Il ricordo di un episodio più simpatico/ antipatico nella sua carriera c’è stato?

Il ricordo più simpatico? Sicuramente le amicizie, le serate, le feste e le mangiate con la famiglia che ti crei a bordo. Quello più spiacevole è il non essere apprezzati! Perché in qualsiasi posto di lavoro c’è quella mela marcia che si nutre e compiace facendoti stare male.

La nave oltre ad essere il suo luogo di lavoro è anche la sua casa, quando è libera cosa le piace fare?

Quando sono libera cerco di esplorare il mondo! Vedere cose mai viste, fare cose nuove, condividere tempo con gli amici anche solo per una partita al Calcio Balilla.

Cosa le manca di più a bordo?

La cosa che mi manca di più? Ovviamente la cucina di mamma! Sono una buona forchetta. Non c’è niente da fare, come te lo prepara la mamma non te lo prepara nessuno. Scherzi a parte logicamente la mia famiglia , i miei amici, e soprattutto i miei nipoti che sono la mia vita.

Prospettive per il futuro? Tra 10 anni dove sarà Maria?

Tra 10 anni? Desidero stabilità ! Non so ancora cosa di preciso, ma spero di essere realizzata. Logicamente la strada è lunga e tutta in salita, ma da qualche anno a questa parte ho capito che devo vivermela giorno per giorno, fissando degli obiettivi , ma non con termini di scadenza.

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