Arrivederci Aurelia, da qualche settimana lo storico traghetto della Tirrenia ha cambiato proprietà, bandiera ma non il nome.

Al momento si trova a Napoli per lavori di restyling su interni e impianti, che consentiranno il trasporto fino a 2.200 passeggeri e 600 autoveicoli secondo i nuovi proprietari.

Sul fumaiolo è stata rimossa l’emblematica “T” della compagnia precedente, issata la nuova bandiera di Cipro assieme alla nuova denominazione: SNAV Aurelia.

Nel suo futuro immediato, come annunciato dalla compagnia proprietaria SNAV (gruppo Aponte), sarà posizionata nel Mar  Adriatico per rotte sulla Croazia nel periodo estivo. Quando Aurelia navigava sotto i colori di Tirrenia, Berlino era ancora divisa in due, le Torri Gemelle svettavano al centro di Manhattan e l’Italia aveva vinto “solo” due Campionati del Mondo di calcio.

Con la cessione di questa nave che ha traghettato milioni di italiani e non, simbolicamente termina l’era delle navi Tirrenia e con essa le sorti di una storica compagnia, oggi proiettata verso nuovi orizzonti e speriamo nuove unità con al timone quel mascalzone latino di Vincenzo Onorato.

A proposito di Aurelia, realizzata nello storico cantiere di Castellammare di Stabia nel 1980, traghetto di classe Strade Consolari Romane in origine era lunga appena 136 metri per una stazza lorda di circa 9500 tonnellate ed in grado di trasportare 1000 passeggeri e 470 veicoli ad una velocità massima di 20 nodi. Sul finire degli anni 80, con l’aumento dei volumi di traffico specie nei mesi estivi, la compagnia decise di trasformare alcune navi di questa classe, per renderle più capienti.

Nello specifico Aurelia è stata allungata con l’aggiunta di una sezione centrale lunga 12 metri ed alcune sovrastrutture presso Fincantieri di Trieste,  che ne hanno modificato l’aspetto esterno e le sue caratteristiche. Dopo l’allungamento Aurelia ha raggiunto una stazza lorda di 12.500 tonnellate ed una capienza di 2000 passeggeri e 600 veicoli.