Altro cambio nome in vista per una nave del Gruppo Onorato Armatori. Se il precedente cambio nome della nave Toremar da Aethalia in Stelio Montomoli ha generato petizioni on line, polemiche e svariati botta e risposta tra gli affezionati e l’armatore, forse questa volta passerà inosservato?

La nave Lally della compagnia Moby Lines di proprietà della famiglia Onorato si chiamerà Moby Baby Two, sono attualmente in corso le operazioni di tinteggiatura con il nuovo nome in banchina a Portoferraio. Dopo solo pochi mesi ecco il cambio nome di un altro traghetto impegnato sulla rotta tra Portoferraio e Piombino.

Il Moby Lally, presente nella flotta Moby Lines dal 2001, assieme alle navi della compagnia Toremar garantisce i collegamenti marittimi con il continente anche nei mesi invernali. La nave, realizzata  presso il cantiere di Bremerhaven (Germania) nel 1974, con il primo nome di Kattegat II, ha lavorato per anni nel mare del Nord, prima di essere  acquistata e ristrutturata da Moby nel 2000. Secondo i bene informati, il nome Lally originariamente conferito al traghetto, pare sia riconducibile all’ex moglie di Vincenzo Onorato, la signora Lara Ciribì (Lally rappresenta il soprannome).

Qualche superstizioso ha fatto notare come, secondo antiche credenze, per i marinai, cambiare il nome alle navi porti sfortuna. Perché? 

Leggenda N1-Ogni nave ha un anima incarnata nel nome, che viene inserito in un libro appartenente agli dei del mare, consentendo loro di riconoscerla ovunque navighi.

Leggenda N2-Cambiare nome ad una nave inganna i marinai esperti che di questa ne conoscono pregi e difetti, i quali magari si imbarcano , ignari, su una di una nave che ha rischiato di affondare più volte.

Leggenda N3-L’ultima doga o la polena (è una decorazione lignea, spesso di figura femminile o di animale, che si trovava sulla prua delle navi dal XVI al XIX secolo), battezzata in chiesa con il nome dato, doveva essere l’unica donna a bordo. Cambiando nome alla nave, per gelosia avrebbe potuto farla colare a picco.

Rimedi contro la sfortuna legata al cambio nome: 

  1. Si narra che ogni nave abbia un serpente (la sua scia) che la segue perennemente. Per ribattezzare una nave senza attirarsi le ire di Nettuno, bisognerà uccidere il serpente, tagliandolo (almeno) tre volte. Il giorno del battesimo si dovrà uscire in mare accompagnati da una nave amica e dimostrare alle divinità del mare che la storia della nave si interrompe, per ricominciare con una nuova sequenza di vita.
  2. Dopo aver ubriacato il proprio serpente versando da poppa del vino, una barca amica dovrà tagliare la nostra scia, quanto più vicino possibile alla nostra poppa, per almeno tre volte, per essere così sicuro di aver ucciso il serpente. A questo punto sarà possibile ribattezzare la barca, dopo aver invocato le divinità del mare e pronunciato un rituale.

Considerando che dalle parti dell’Elba, sono al secondo cambio nome di nave, probabile che non c’è spazio per la superstizione oppure hanno fatto in privato i dovuti scongiuri!

*Foto presente nell”articolo pubblicata da Il Tirreno.it