11 Aprile 1991: una semplice data purtroppo collegata all’inizio di una triste storia.

Solo la notte prima, nel porto di Livorno, si verificò la tragedia del Moby Prince; il giorno seguente nel porto di Genova, un’altra scena infernale si presenta sotto gli occhi di tutti. Fiamme e fumo nero, è l’inizio di un nuovo dramma che si consuma in 4 giorni e che riporta un triste bollettino: 5 morti.

È una giornata come tante; la superpetroliera Haven (vi abbiamo raccontato la sua storia qui) ha scaricato all’isola galleggiante parte del suo carico. Poco dopo mezzogiorno viene lanciato un “May Day” che richiede un soccorso urgente per incendio a bordo.

A quel “May Day” risponderà il comandante Giancarlo Cerutti che si trova nella sottostazione di Multedo al servizio del porto petroli. Inizia così la più grande tragedia ambientale del Mediterraneo, resa meno drammatica proprio dal comandante Cerutti.

La redazione di Pazzo per il Mare ha avuto il piacere di intervistare il comandante Giancarlo Cerutti che con grande gentilezza e disponibilità ha accettato di fornirci tutto il materiale possibile per ricostruire e rivivere quello che accadde in quel triste giorno.

ceruttiNato ad Alassio il 3 Dicembre 1937, la passione per il mare arriva in modo naturale, la barca a vela e la pesca subacquea lo attraggono subito. Frequenta l’Istituto tecnico nautico Statale “Leon Pancaldo”  di Savona, dove nell’ anno  1955/56 si diploma Capitano di Lungo Corso. Dopo il diploma frequenta il 51° corso Allievi Ufficiali presso l’Accademia Navale di Livorno e ne esce  come Guardiamarina. Inizia la sua carriera da terzo ufficiale, per ricevere 6 anni dopo il suo primo comando. È l’inizio di una vita di comandante. Nel 1971 vince il concorso per Piloti nel porto di Genova dove rimarrà fino al 1998. Un grande comandante, ricordato dai “lupi di mare” per essere stato l’eroe della Haven, che affondò tristemente al largo delle coste tra Arenzano e Varazze.

Cosa successe esattamente quel giorno?

Cerchiamo di ricostruire i tristi momenti di quel giorno, grazie al materiale fornito. Come già anticipato, la superpetroliera Haven si trovava all’isola galleggiante per scaricare parte del suo carico, per poi fare ritorno in rada. Da quella nave il comandante Cerutti, ricevette una richiesta di soccorso per incendio a bordo. L’intervento fu tempestivo, salì sulla pilotina con il timoniere Elvio Parodi per dirigersi verso la zona “M”, a un paio di miglia dalla costa di Voltri. Durante il tragitto, il comandante ordinò alla petroliera “El Gurdabia” che si trovava nelle vicinanze, di salpare le ancore e di allontanarsi immediatamente, in modo da evitare eventuali esplosioni. Una volta arrivato a breve distanza dalla petroliera Haven, si rese subito conto che la situazione era delle più gravi. Mantenendo i contatti con il comandante della petroliera, richiese l’aiuto dei soccorsi e di un elicottero per il salvataggio del personale di bordo. Da quella prospettiva osservò anche un vasto incendio in zona prodiera e di piccoli focolai nella zona poppiera sotto il ponte di comando.

Il comandante Cerutti ordinò al timoniere di avvicinarsi ancora in modo da poter visionare la presenza di naufraghi in mare. Non avvistò però nessun naufrago. Consigliò allora di ammainare le lance di salvataggio per evacuare l’equipaggio, vista ormai l’impossibilità data dal forte fumo, di far operare un elicottero nelle vicinanze della nave.

Durante questa conversazione, si sentì una forte esplosione che poco dopo piegò in due la nave, a seguito della quale il comandante Cerutti perse definitivamente i contatti con il comandante della Haven. Nessuno lo sentirà e troverà. Da quel momento, la petroliera cominciò a riversare in mare notevoli quantità di greggio. Il comandante Cerutti decise allora di dirigersi verso poppa e vide così parte dei marinai che terrorizzati chiedevano aiuto. Alcuni purtroppo non avranno scampo, ma il comandante riuscì comunque a salvarne una buona parte. All’arrivo degli altri soccorsi, il comandante Cerutti diede istruzioni su dove presumibilmente, ci potessero essere altri naufraghi, decidendo poi di dirigersi verso terra per portare in salvo parte dell’equipaggio già da lui recuperato.

L’equipaggio era formato da 36 persone: 5 tra di loro perderanno la vita e 18 verranno salvate dal comandante Cerutti.

Molto greggio brucerà ancora per giorni in mare e una parte considerevole raggiungerà le coste, fino al completo affondamento della petroliera, che oggi si trova adagiata a 80 metri di profondità.

Porgo al comandante una domanda tanto banale quanto scontata.

Dopo 25 anni cosa è rimasto impresso di questa tragedia nella sua memoria?

Le posso assicurare che, anche se sono passati 25 anni, ogni minuto di quella giornata è impresso nella mia mente, soprattutto l’immagine di quei tre ragazzi che gridavano “Help Pilot- Help Pilot”, che ho visto bruciare come tre torce a tre metri dalla pilotina senza poter far nulla per loro.

Il comandante Cerutti non ha mai dimenticato le immagini di quei giorni e conserva alcuni oggetti che testimoniano l’accaduto.
Tra le cose più care che conserva con cura, trova spazio la lettera del primo ufficiale della Haven, donatagli in segno di profonda riconoscenza per l’ottimo lavoro svolto durante la tragedia.

lettera

Al pilota Comandante Cerutti

Noi ufficiali ed equipaggio dell’ormai perduta petroliera Haven, porgiamo il nostro ringraziamento al Pilota Cap. Cerutti che ha salvato le nostre vite ed ha permesso alle nostre famiglie di rivedere il ritorno a casa dei loro padri.

Il primo ufficiale della M/C Haven Donatos Th. Lolis.

 

Un comandante eroe, Giancarlo Cerrutti. Dopo questa triste vicenda infatti, viene decorato con la Medaglia d’oro al Valore di Marina per il comportamento tenuto in occasione dell’incendio e naufragio della petroliera.

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Questo è solo uno fra i tanti riconoscimenti ottenuti nella sua lunga carriera, a questo se ne aggiungono altri:

Nel 1981 viene decorato con la Medaglia d’Argento al valore di Marina  per il comportamento  tenuto in occasione dell’incendio ed esplosione della petroliera Giapponese “Hakuyoch Maru” colpita da un fulmine nel porto di Genova/Multedo.

Nel 1983 gli viene assegnata la  targa d’argento da parte del Club Capitani di Mare di Milano, dal Collegio Naz. Patentati Cap.L.C.  E  D.M. Di Genova.

Nel 1985 gli viene assegnato il premio “Una vita dedicata al mare” da parte del “Sacro Militare Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano” di Pisa.

Nel 1991 gli viene assegnato il “Premio S. Giorgio” da parte dell’Associazione Nazionale  Capitani di Genova.

Nel 1998 gli viene assegnato “Il Cuore della Vecchia Alassio” da parte della stessa Associazione.

Nel 2006 gli viene assegnato  “L’Alassino d’oro”  da parte del Comune della città di Alassio.

Attualmente, ritiratosi nella sua Alassio, non ha perso il suo interesse per il mare ed è docente presso la “Unitre” di Alassio, Università della Terza Età, per i corsi di “Astronomia e Navigazione”.