© André Letria

© André Letria

Qual è l’età minima per appassionarsi al Mare?
Probabilmente non esiste, se ammettiamo che possa succedere anche in modo inconscio. A livello conscio un bambino di 6 o 7 anni potrebbe stupirvi con domande simili a “Dove finisce il mare?”, “Cosa c’è sotto al mare?”, “Quando arriva all’orizzonte, quella barca, cade giù?”.
In questo caso potete stare abbastanza certi che, proprio di fronte a voi, avete un potenziale appassionato… allora sentitevi liberi di alimentare la sua curiosità, ad esempio utilizzando un piccolo capolavoro dell’editoria di cui vogliamo parlarvi, opera di Ricardo Henriques e André Letria.
Il primo scrittore e grafico, il secondo illustratore e scenografo, entrambi portoghesi di Lisbona. Hanno unito le loro doti artistiche e hanno prodotto un “attividario” -così definito dagli autori stessi–, ovvero un libro di attività e un abbecedario messi assieme. Contiene 184 voci in ordine alfabetico e 80 attività pratiche che riguardano persone, animali, cose, storie, idee e che parlano del mare in tutte le sue sfumature.
Spaziano dalla scienza alla letteratura nell’arco di un lemma, rispondendo spesso a curiosità che anche gli adulti non avevano ancora risolto (e che non chiedono, perchè a differenza dei bimbi, spesso si vegognano di non sapere).

© André Letria

© André Letria

…Non ricordo mai se babordo sia il lato sinistro o destro dell’imbarcazione…
Qual è la differenza tra caravella e galeone?
Che cos’è l’astrolabio?

mare_coverA contorno dell’ironia fresca con cui Henriques tratta argomenti distantissimi ma legati dal comune fil rouge, troviamo meravigliose illustrazioni in nero e blu di Letria, che rendono ogni pagina una piccola opera d’arte, semplice e immediata.

Non abbiamo ancora svelato il titolo di questo libro edito da La Nuova frontiera junior (2014): semplicemente Mare.

“Se o nosso planeta tem mais mar que terra, então porque é que não se chama planeta Mar?”

Riconosciuto come ambiente naturale vivo, intenso, vario, il Mare ricopre la Terra per la maggior parte della superficie e avrebbe quasi diritto di darle il suo nome.
Viene affrontato il legame intrinseco con la natura, così come il rapporto – a volte controverso – con l’uomo nella sua costante volontà di navigarlo, pescarlo, domarlo, ma anche contemplarlo e amarne la voce.
Il lettore attento vedrà trasparire anche la relazione degli autori con Lisbona e i territori portoghesi, tradizionalmente connessi alla storia della navigazione.

Sarà un momento bello quello in cui leggerete e osserverete questo libro, da soli o insieme a vostro figlio, senza limiti di età.