Sono passati alcuni mesi, ma la situazione sembra essere sempre la stessa per uno dei maggiori porti del mediterraneo, anzi dalle notizie che giungono la situazione sembra peggiorare e senza via d’uscite?

Non sarà difficile capire che stiamo parlando del porto di Napoli, entrato in un limbo fatto d’incompetenze, interessi politici prevalenti, scelte fantasiose e sfociate in quella malattia, curabile volendo, che noi abbiamo chiamato qualche mese addietro: menefreghismo!

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Purtroppo i mesi trascorrono, ma di cure vere o presunte non se ne vedono, i vari professori chiamati in causa si susseguono a rilasciare pareri ed ipotesi di cure, ma di cure-azioni concrete ancora niente…eppure non è una malattia grave, basterebbe una semplice cura a base di pillole: il buonsenso.

Tralasciamo le ironiche metafore mediche, tuttavia come cittadino sono molto preoccupato ed anche basito per non usare altri aggettivi, quando apprendo che dopo alcuni…anni, decisione difficile, finalmente Comune-Provincia-Regione hanno individuato un candidato per l’Autorità Portuale di Napoli, dopo anni d’abbandono e commissariamento.

Ricordo brevemente, a tutti che nel paese in cui la burocrazia regna sovrana, per nominare il nuovo presidente dell’Autorità portuale, la procedura di nomina prevede che il ministro delle Infrastrutture chieda agli enti locali (Comune, Provincia e Camera di commercio) di indicare una terna di candidati.

Il ministro, una volta ricevuto l’elenco dei candidati, sceglie uno dei candidati e lo sottopone al presidente della Regione, in questo caso Campania per la necessaria intesa. Questa procedura di nomina nasce nel 1994 e da allora non è cambiata.

Il nome del candidato è uscito, Dott.Riccardo Villari, medico e ricercatore universitario in Malattie infettive al Policlinico dell’Università Federico II di Napoli, che ha intrapreso da qualche anno una carriera politica.

Una vera sorpresa, già perchè per quanto il Dott.Riccardo Villari possa essere, nel suo campo come in politica la persona migliore al mondo per ricoprire questa carica così importante ed attesa, ci siamo chiesti, ma quali caratteristiche deve avere un Presidente dell’Autorità Portuale?

La risposta è nella legge 84/94 che ha attribuito alle Autorità, specifici compiti di regolazione dell’attività d’impresa nell’ambito portuale, in funzione dell’efficienza e della competitività del sistema, sinteticamente sono compiti che si riassumono nell’esercizio delle funzioni d’indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo su tutte le operazioni portuali, oltre che nell’amministrazione diretta delle aree e dei beni del demanio marittimo.

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Il Presidente, sempre secondo l’art.8 della legge84/94, deve provvedere al coordinamento delle varie attività che si svolgono nel porto. Inoltre nella figura del Presidente si concentrano quasi tutti i poteri di gestione dell’Autorità, essendo egli titolare di poteri autoritativi ed autorizzativi in materia di servizi, operazioni portuali e di concessione d’aree e banchine.

Per terminare, il “buon” presidente dovrebbe, di conseguenza, essere un uomo che ha vissuto il porto per decenni, che conosce tutte le sue varie sfaccettature, inclusi rapporti con armatori, agenti marittimi, spedizionieri, terminal operators e compagnie portuali, per svolgere al meglio il proprio compito, e non credo di aver scritto frasi blasfeme ma solo sintetizzato il contenuto della legge 84/1994?

Quindi prepariamoci all’inizio di un nuovo limbo fatto di ricorsi, appelli ed altro per il porto di Napoli, perchè ove mai una legge (84/1994 ) non fosse sufficiente,  il Consiglio Stato, con una sentenza e che – come si dice – sembra destinata a “fare giurisprudenza”, ha riformato la sentenza n. 520/2012 del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna  sulla nomina di Piergiorgio Massidda (un medico fisiatria, specialista in medicina estetica chirurgia plastica ricostruttiva) a presidente dell’Autorità Portuale di Cagliari accogliendo il ricorso n. 1054/2011 presentato dall’ordinario di diritto della navigazione Massimo Deiana per l’annullamento del decreto del 23 settembre 2011 emesso dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporto con cui Massidda è stato nominato presidente dell’authority portuale sarda.

Brevemente, il dr. On. Massida non poteva avere certo conseguito la “…massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuali” ed era carente in radice del requisito prescritto dalla legge (84/1994 ), quindi doveva probabilmente la sua nomina alle sue capacità politico-relazionali (di deputato, senatore e consigliere provinciale, ecc.).

In sostanza il soggetto prescelto, non solo possedeva titoli di studio del tutto estranei alla materia, ma nella sua pur pluriennale esperienza parlamentare si era sempre interessato delle materie direttamente o indirettamente con le sue capacità professionali e con le sue specifiche competenze mediche».

Siccome nella specie non si trattava della presidenza di un’agenzia sanitaria o socio-assistanziale si deve per l’illegittimità della designazione del dr. on. Massidda:

  • per la mancanza di un qualsiasi titolo di studio comunque implicante il possesso di competenze anche genericamente raccordabili con la materia;
  • per l’estraneità al settore delle pur vaste attività professionali, politiche e parlamentari e le quali non concernevano affatto i settori dell’economia dei trasporti;

Economia & Politica…un binomio che non suona bene…non trovate?

credit photo: Sebastian Fransson,  Vulcan18