VESPUCCI: "Ricomincio da…80"

Vespucci (39)

Sono passati degli anni da quel lontano 22 febbraio del 1931, eppure la Amerigo VESPUCCI la nave scuola più bella del mondo ha mantenuto inalterato ed intatto il suo fascino arrivando in perfetta forma ad 80 anni di navigazione in giro per il mondo, ritornando nella città che le ha dato i natali, ovvero a Castellammare di Stabia.
A renderle omaggio c’è l’intera cittadina e tutto il susseguersi di autorità più o meno interessate, purtroppo fanno da cornice a questa bella signora del mare un desolato cantiere completamente vuoto di ordini di costruzione e di persone.

Sono appena le 16 quando arrivo che già occorre aspettare qualche minuto per salire a bordo, il giro dura poco, anche perchè l’unica parte accessibile è quella del ponte superiore saggiamente coperto da un telo a poppa per evitare colpi di sole, molto belle e di altri tempi le rifiniture in legno, molto curate. Tutti in fila a centro nave per fotografare l’enorme crest che riporta il motto di questa unità: «Non chi comincia ma quel che persevera».

Il giro prosegue verso prua dove tra cordoni che impediscono di accedere ai piani inferiori ed odori di gas di scarico e cucina si giunge a prua non prima però di aver notato una sezione dove si trova tutto l’occorrente da utilizzare in caso di pericolo o problemi con le varie cime e vele presenti a bordo e le minuscole alette di manovra.
Peccato che la parte centrale non accessibile sia quella visivamente per gli appassionati più interessante per via della presenza delle targhe di costruzione e ristrutturazione della nave.

Molto bello vedere e toccare con mano a prua le due ancore di riserva e l’enorme quantità di cime, bozzelli, bitte lucide con l’effige della nave nonchè l’impressionante reticolato di scalette e cime varie che sovrastano il capo del visitatore, insomma roba di altri tempi, o di un altro secolo.
Prima di scendere si nota la sala carteggio dove alcuni allievi sono impegnati a svolgere delle esercitazioni tra gli sguardi attoniti dei visitatori.

Purtroppo si giunge subito alla fine della visita, giusto il tempo di girarsi indietro per un ultimo saluto e poi sottobordo per le ultime foto.
Neanche il tempo di scendere che subito si ha voglia di risalire ma nel frangente la fila è aumentata e l’attesa per salire inizia a diventare lunga…

Davanti a tanta bellezza ed importanza della nave cui si ha di fronte è difficile trovare delle note stonate, però data l’importanza della nave, il suo valore storico ed il suo prestigio sarebbe stato carino poter visionare, anche da lontano le targhe del cantiere di costruzione ed acquistare qualche ricordino della nave dato che non capita tutti i giorni di imbattersi nell’AMERIGO VESPUCCI.
Mirko.

“L’affetto che Castellammare di Stabia ha riservato all’Amerigo Vespucci, nei due giorni di sosta in città, è stato straordinario. L’affluenza di visitatori è stata enorme, ma sarebbe stata ancora maggiore se la permanenza fosse stata più lunga. Per questo, fin da subito, cercherò di attivare una interlocuzione con lo Stato maggiore della Marina militare per poter verificare la possibilità di stabilizzare, annualmente, quest’appuntamento e fare di Castellammare una tappa fissa nel calendario dell’Amerigo Vespucci”.

L’arrivo del veliero più famoso al mondo in città”, ha continuato Bobbio, “ha per tutti noi un altissimo valore simbolico, che ci consente non solo di guardare al nostro passato e alla nostra eccezionale tradizione navale e cantieristica, anche di pensare al futuro in maniera ancora più propositiva e concreta. Fare in modo che il Vespucci torni a casa, in famiglia, almeno una volta all’anno, per fare da perno di una serie di eventi e iniziative propositive, è la strada giusta per rafforzare in maniera sensibile e visibile il grande legame che esiste tra la nave italiana più famosa al mondo e la città da cui, ottant’anni or sono, ha preso il largo”.

Così ha detto il sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio 

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