Oggi restiamo ancora in tema di Transatlantici e ritorniamo a parlare del Titanic (vedi post). Questa volta ci occuperemo di una ricerca già accennata s vari quotidiani e riportata anche nel mensile Focus Storia e riguarda una nuova verità sull’affondamento del Titanic. Sale da ballo e alloggi da mille e una notte: i progettisti del Titanic non lesinarono certo nelle rifiniture di lusso.

Ma, come risulta da un libro appena pubblicato, la cresta la fecero malauguratamente sui rivetti, elementi di unione simili ai chiodi, che avrebbero dovuo tenere insieme la nave in ogni evenienza. A denunciarlo sono stat alcuni ricercatori statunitensi che hanno analizzato una cinquantina di rivetti di ferro recuperati sul relitto della nave che nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 trascinò con sè negli abissi 1.500 persone. Dagli archivi della Harland e Wolff, che varò il Titanic, è emerso che l’impresa navigava in cattive acque e faticava a trovare materiali e operai specializzati da impiegare nel cantiere in cui si stavano assemblando anche le due sorelle del Titanic, la Olympic e la Britannic. Si decise quindi di tagliare il costo dei materiali utilizzando per i rivetti ferro numero 3, conosciuto come best, e non quello normalmente impiegato, il numero 4 best-best. Mentre i rivetti in acciaio, ancora più resistenti, furono utilizzati solo per la stiva centrale. L’iceberg, quella notte, trovò dunque la strada più spianata di quanto sarebbe dovuto succedere.